martedì 31 dicembre 2013

Ciao 2013

Eccoci qui. Un dicembre pieno di impegni, il corso a lavorare, il giro a Vetulonia per prendere l'olio, il weekend in montagna e il giro in mtb con Gerry sulle nostre colline. Tante ore passate al lavoro e la stanchezza che mi ha impedito di aggiornare il blog. In breve nel weekend a Vetulonia molte chiacchiere, una bella passeggiata al mare con una temperatura primaverile e un'ottima mangiata di pesce in spiaggia. Voto 11. Il weekend in Val di Fiemme con una snowboardata sulle piste che amo, con una neve ottima e sole. A seguire passeggiata al Passo Oclini, un po di relax in sauna e una stupenda cena in rifugio accompagnati dalla motoslitta. Che dire... W NOI. Il giro in mtb con Gerry una tirata di collo sulle nostre colline, con un Gerry in gran spolvero, dimagrito e aggressivo. Si sta mettendo in forma alla grande. Ultimo dell'anno infine passato in compagnia degli amici con i quali condivido le mie passioni, prima aperitivo a Scandiano e poi cena al Circolo della Caccia. Una tranquilla serata di chiacchiere. Bilancio dell'anno direi positivo in tutti i campi. Speriamo di fare altrettanto nel 2014! A presto!

sabato 7 dicembre 2013

Malga Ime 7 Dicembre 2013

Viste le ottime previsioni meteo oggi saliamo un po di quota. Ritrovo alle ore 8 a Carpi. Presenti io, Mazzi, Gerry e il Davo. Il Principe Casarini e il Conte Tampieri ci raggiungono strada facendo. In loco invece ci aspetta Daniele con la Specialized Enduro 29 in test bike. A Caprino splende il sole. Sosta al bar per approviggionamenti e con sorpresa incontriamo un gruppo di bikers tra cui Enrico e la Fede. Scambiamo due chiacchiere, loro fanno un raduno soft e sgolosano un po pensando al giro che andremo a fare noi. Si parte. Il principe e' terrorizzato dalla salita perche' pensa sia tutta all'ombra... devo fargli un corso di orientamento... Il sole scalda talmente tanto che oltre alle giacche chi li ha si toglie pure i gambali! Effettivamente stiamo salendo dal lato est del Monte Baldo... e di ombra non se ne parla! Saliamo in chiacchiera fino a Malga Ime ed ecco comparire la neve. Ci fermiamo per mangiare qualcosa. La malga e' chiusa ma siamo attrezzari. Si riparte. La strada forestale ha due striscie pulite, rese tali dal passaggio delle auto. Quindi saliamo senza problemi. Peccato che abbiano asfaltato tutto fino alle malghe dove partono i parapendio. Il panorama qui su e' sempre spettacolare... Dietro di noi si intravedono il Pasubio, il Carega e i Lessini. Davanti a noi il Lago di Garda, che spunta dalla nebbia. Giriamo l'angolo ed ecco apparire l'alrta sponda del lago con le Dolomiti del Brenta innevate. I primi metri della discesa sono resi ancora piu' divertenti dalla neve che via via sparisce. Il terreno ora e' perfetto. Lasciamo andare avanti i velocisti e noi seguiamo a ruota. Il Davo tenta anche di abbracciare una pianta... fortunatamente senza conseguenze. In 10 km perdiamo circa 1100 metri di dislivello... il che la dice tutta! Il Mazzi oltretutto decide anche di forare a 3 km dalla macchina... Non ce la fa... come al solito... Ci cambiamo e come sempre cerchiamo un bar dove reintegrare le calorie consumate con cibo e birra. Grande prestazione di Daniele che, a cavallo della Specy da 29 e' andato come un caccia! Giornata stupenda sia dal punto di vista metereologico sia da quello della compagnia. QUI LE FOTO

domenica 1 dicembre 2013

Garda 1 Dicembre 2013

Oggi grande giornata a Garda. Reunion con vecchi amici. Presenti alla scampagnata: Io, Gerry, Kevin, Enrico, Omar, Gumu, Enea, Donato,Fabione, Tony, Mazzi e il Cuzzo. Sosta classica al bar di Affi e poi via, giu' a Garda. Alle 10 siamo pronti per partire. Alle 10,18 sento suonare il cellulare. E' Enea... Gumu si e' perso... invece che salire verso la Valle dei Mulini e' andato sulla gardesana... Bikers di citta'.... si perdono in un bicchier d'acqua! Dopo qualche dritta telefonica tra mille imprecazioni, finalmente riusciamo a compattare il gruppo. La giornata e' tipica primaverile, con cielo azzurrissimo e un bel sole caldo. Andiamo su con un ritmo discreto. Gerry, che sta seguendo una dieta mortale da 1400 calorie al giorno, poco prima di San Zeno ci abbandona. Noi procediamo all'interno della Pineta. Incontriamo svariati bikers che procedono in senso contrario. Arriviamo al bivio della discesa Freeride e decidiamo per scendere. Il terreno e' perfetto e si va che e' una meraviglia. Fabione sembra non aver mai smesso di pedalare... cerca saltini, nose press, impenna... bello rivederlo tra noi. Kevin , il Mazzi e il Cuzzo risalgono verso il Belpo. Noi continuiamo per la nostra strada. Altro pezzo offroad e siamo nuovamente sull'asfalto. Sorpresa delle sorprese.... ritroviamo Gerry! Lo convinciamo a continuare il giro con noi. Puntiamo dritti verso Albisano. Foto di rito nella piazzetta della chiesa con vista lago e riprendiamo la marcia verso la conquista del Luppia. Piano piano arriviamo cosi' in cima. Si parte. L'adrenalina scorre nelle vene e tutti diamo il massimo. Evitati alcuni pedoni in salita nella parte tecnica alta ora ci troviamo ad affrontare la Rock Session. Enea parte davanti... dopo alcune decine di metri si pianta... lo scarto passando su una lastra e mi metto in testa al gruppo. Omar mi segue a ruota, sento il fiato sul collo ma non mollo. Gioco due Jolly ma continuo senza sosta. I quadricipiti sono in fiamme. La tensione e la concentrazione mi portano a sbuffare come un toro. Che spettacolo. Eccoci alla sbarra... uno dopo l'altro arrivano tutti quanti. Decidiamo per fare anche l'ultimo tratto... che porta sul sentiero del Pellegrino. Tampieri si mette davanti a tutti... qui c'e' un tratto tecnico che non ho mai fatto in sella... Passano Fabione, Tampieri, Tony... ora tocca a me... mi concentro, cerco la via migliore e lascio correre nel finale. Un urlo di liberazione e di scarica di adrenalina esce dalla mia gola. Sono passato! Veramente soddisfatto! Passaggio suggestivo sul bordo del lago e poi sosta in un bar sul lungolago. Ci sediamo nei tavolini esterni, baciati dal sole, per berci una meritata birra e mangiare qualcosa. La ciliegina sulla torta in questa giornata piu' primaverile che invernale. Giro di 30 km e circa 1000 metri di dislivello. Un grazie a tutti gli amici che hanno fatto si che anche oggi sia stata una splendida giornata. QUI LE FOTO

sabato 9 novembre 2013

Le Torri di Pavullo

Visto il meteo non proprio bellissimo in tutto il nord Italia, anche oggi decidiamo di rimanere vicino a casa. Ovviamente, visto la consistenza del terreno, decidiamo per Pavullo. Presenti io, Gerry e Casarini... il Davo tira il pacco. Mentre saliamo di quota in macchina la nebbia lascia il posto all'occhio del sole. Ci siamo. Si prepara un'altra bella giornata! Partiamo in tenuta estiva e ci dirigiamo verso Montecuccolo. In sostanza il giro e' quello che abbiamo fatto io e il Mazzi domenica scorsa. Ho pero' aggiunto circa 5 km alla parte iniziale, pedalando sul crinale che si allunga verso Miceno. Qualche tratto a piedi e un po di fango soprattutto lungo il rientro verso Montecuccolo ma non ci perdiamo d'animo. Il terreno e' sempre piu' secco. Pedaliamo verso Gaiato... Casarini e' incontenibile... lo spinning gli sta facendo bene... io forzerei un po meno... in fondo novembre e' il mese del riposo... non e' il momento di tirare. Sosta obbligata all'alimentari dove, con ben 3 euro, riesco a comprare un panino al latte con prosciutto crudo, una coca cola zero da 0,500 e un Esta the alla pesca per Gerry... incredibile... chiedo alla signora se ha fatto bene i conti...mi risponde di si! Un'altro mondo. Proseguiamo verso la Torre, nonostante i miei due compagni di viaggio tirino indietro piu' di due muli riesco a convincerli a salire. Due cani ci accompagnano lungo tutto il percorso intorno alla Torre. Corrono ovunque scomparendo nel bosco per riapparire davanti a noi. Spettacolari. Continuiamo con un buon passo e decidiamo anche di fare un passaggio a Lavacchio. I miei due compagni di merende non hanno mai visto i graffiti... Siamo cosi' vicino che ne vale la pena. Saliamo fino alla Torre, qualche foto di rito e poi giu', di nuovo verso la traccia. Manca l'ultima fatica, la risalita a Poggio Castro. Primo strappo... sento un rumore metallico preceduto da un ciocco... Ennesimo raggio che parte! Ed inspiegabilmente in salita! Non ho parole. Ormai almeno meta' ruota e' stata sostituita... speriamo di risolvere questo problema una volta per tutte.  Casarini scollina per primo, io arrivo poco dopo e Gerry arriva a ruota. Sosta per prendere fiato e poi giu', in picchiata veloce verso Pavullo. Finiamo il giro dopo aver percorso 33 km con 1300 metri di dislivello. Un'altra bella giornta di sano ciclismo in ottima compagnia. QUI LE FOTO DEL GIRO

domenica 3 novembre 2013

Pavullo... Previsioni azzeccatissime!

Stamattina le previsioni danno pioggia... apro gli occhi e fuori c'e' nebbia... torno a dormire. Ma ecco che dopo circa un'ora, alle 9.20, il cielo sembra aprirsi. Messaggio veloce su watsapp e il Mazzi abbocca. La Mirella gli ha appena detto che sopra Castellarano c'e' il sole. Si va! Ci troviamo a Pozza e ci dirigiamo a Pavullo. Salendo di quota il tempo migliora. Partiamo ad un'orario da VIP... ore 11,30! Le campane di Pavullo annunciano la nostra partenza! Il Mazzi non mi da retta e quindi ci troviamo a salire verso Montecuccoli su strada asfaltata. Qualche goccia di pioggia portata dal vento ci da il benvenuto... Quello che e' incredibile sono i 20°! Pedaliamo allegramente e ci immettiamo nel crinalino in singletrack. Sempre divertente. Diamo un'occhiata al cielo e sembra la nostra giornata fortunata. Scendiamo nel bosco, il sentiero e' un tappeto di foglie rosse. Puntiamo verso Gaiato seguendo i vecchi percorsi un tempo segnati con i cartelli di legno. Tutto sommato sono ancora in ottimo stato, c'e' solo un punto di dieci metri che percorriamo a piedi a causa della manutenzione del bosco e di alcuni rami a terra. Oltrepassiamo la statale e ci immettiamo in salita nel bosco. Il bellissimo sentiero che porta a Gaiato e' sempre divertente. Il fondo e' perfetto! Saliamo fino alla Torre e ci fermiamo un attimo per fare uno spuntino. Il panorama verso lo scoltenna sembra una scacchiera. Il sole penetra le nuvole e illumina i verdi prati. Bella sensazione. Scendiamo di nuovo nel bosco e il Mazzi decide di finire le pastiglie dei freni! Se non c'e' Casarini c'e' lui ad avere guai meccanici! Fortunatamente ne ha un paio di scorta... E meno male che ha un guasto, visto che e' tutta la mattina che lo inseguo!  Pit stop velocissimo e via, nel pratone verso Montorso. Il successivo saliscendi ci porta sotto Lavacchio e da qui saliamo alla Pineta di Poggiocastro. I tre strappi che portano in cima si fanno sempre sentire. Attraversiamo il castagneto ed arriviamo cosi' in cima alla pineta. La vista del ripetitore ci da sollievo. Siamo in cima! Ora e' tutta calata. Oltrepassiamo la pineta, i due tornantini in salita e poi giu', fino al parco di Pavullo. Qui "Il Pinone", il bellissimo Cedro del Libano, si mostra in tutta la sua bellezza. Siamo cosi' giunti alla fine del nostro giro, abbiamo percorso 30 km e fatto 1000 metri di dislivello, pedalando in maniche corte in questo stranissimo autunno che ancora una volta ci ha regalato una fantastica giornata. QUI LE FOTO.

venerdì 1 novembre 2013

Monte Cengio XC

Questa settimana mi appare su Facebook una foto postata da Fabio Cavazzuti. E' l'arroccamento militare sul Cengio. Tempo di trovare una traccia, di scrutare le previsioni, di mandare qualche messaggio su watsapp e ci siamo. Si parte. La partenza teoricamente dovrebbe essere alle 7. Io arrivo puntuale. Kevin abdica tirando un pacco che Bartolini si sarebbe rifiutato di consegnare. Alle 7,25 chiamo Casarein... E' ancora a letto... Cominciamo bene. Partiamo da Carpi con quasi un'ora di ritardo... ma il principe si sa... non ha paura di niente. Piazza la macchina a velocita' Worp e alle 9.20 siamo a Tresche' Conca... dopo aver fatto anche colazione! Ci cambiamo e si parte. Cominciamo a salire dolcemente fino ad incontrare la Fonte degli Elfi, una fontana enorme inspegabilmente spenta. Cominciamo a scendere su un singletrack veloce fino ad arrivare al paese Mosca, saranno si e no dieci case. Da qui cominicamo a salire su forestale, sempre dolce e in uno splendido contesto. Tra prati e boschi giungiamo cosi' al Forte Corbin. Una Fortezza che spunta nel bosco e che domina la valle sottostante. Foto di rito e continuiamo a salire. Giungiamo cosi' nell'area monumentale del Monte Cengio. Il pezzo top del giro. Saliamo sempre su forestale oltrepassando la chiesetta in onore dei Granatieri di Sardegna ed arriviamo in cima. Un cartello ci invita a percorrere il percorso con prudenza causa l'esposizione... Entriamo subito in una buia galleria ed all'uscita ecco il sentiero che tanto aspettavamo. Prestando le dovute attenzioni ai pedoni ed al sentiero procediamo scattando foto e ammirando il panorama. Pedaliamo su questa mulattiera sospesa nel nulla, scavata nella roccia, passando dentro basse gallerie. I pedoni ci fanno i complimenti. Fortunatamente un doppio cordino di acciaio a protezione del salto nel vuoto ci da una sicurezza in piu'. Torniamo nuovamente in cima. Lasciamo cosi' la zona monumentale ancora emozionati per i passaggi effettuati. Saliamo ancora fino al Piazzale del Principe di Piemonte. Anche qui qualche resto della guerra. Si comincia a scendere prima in singletrack e poi su strada bianca. Un tornante dopo l'altro e perdiamo quota. Risaliamo su una strada panoramica e da qui ci immettiamo nel Giro delle Malghe. La salita e' sempre costante e dentro il bosco. Arrivati in cima si scende di nuovo su forestale, con sasso fermo fino ad incrociare il Cimitero Inglese. Le lapidi bianche risaltano tra le mura grigie. Risaliamo ancora nel bosco e successivamente su un pratone dove oltre a noi arriva solo uno skilift. Le gambe cominciano a farsi sentire ma ormai siamo vicini alla meta. Abbiamo solo gli ultimi tre denti da superare e nemmeno troppo lunghi. Scendiamo infine fino ad incrociare la vecchia ferrovia, ora diventata una bella ciclabile con passaggi dentro le gallerie. Ovviamente Casarini decide di forare a un chilometro dalla macchina! Ormai e' fatta. Arriviamo alla macchina, ci cambiamo e fortuna vuole che troviamo una pizzeria che alle 17 accende il forno per noi. Ci spariamo due ottime pizze e reintegriamo i liquidi con della birra! Grande giornata, giro XC da rifare sicuramente. Anche se sono mancate le discese adrenaliniche questo e' un gran bel giro! QUI LE FOTO

sabato 26 ottobre 2013

Aspettando l'autunno... ci godiamo lo Zugna!

Dopo una settimana di pioggia, oggi andiamo a cercare il sole in Trentino. Una rapida occhiata al meteo e si decide per lo Zugna. Anche se la discesa "umida" non sara' di sicuro una passeggiata. Siamo in 11. Bel gruppo! Da un po di tempo voglio salire sullo Zugna dal versante di Rovereto, evitando la cavalcata mortale dal Passo Buole. Scarico la traccia di Garda MTB e si parte. In circa 20 km guadagneremo 1500 metri di dislivello per poi lanciarci in picchiata dal 115. Saliamo subito in fuoristrada. Il panorama e' spettacolare e la salita sempre costante. La temperatura ci permette di pedalare in tenuta estiva. 26 Ottobre... da non credere! Lasciamo il bosco per percorrere un tratto della strada degli artiglieri che lasciamo poco dopo per prendere la forestale. Abbiamo percorso circa 8 km... ne restano ben 11. La strada da qui in avanti e' asfaltata. Il traffico (almeno ora che e' bassa stagione) e' praticamente inesistente. Si sale in mezzo al bosco, e cominciano ad apparire i primi resti della I Guerra Mondiale. A 4 km dal Rifugio ho una crisi. Ultimamente dopo 1000 metri di dislivello soffro. Mal di schiena che si ripercuote fin nelle gambe. Devo decidermi a cambiar sella... almeno per vedere se qualcosa migliora. Stringo i denti, alterno qualche passo a piedi con tratti pedalati, mi siedo a 2 km dall'arrivo per recuperare le forze. Il Davo mi da una busta di magnesio... e comincio a stare molto meglio. Vedo la meta sempre piu' vicina... So che se arrivo al Rifugio posso riposare un po e riprendermi. E infatti ci siamo. Eccoci alla meta! E la buona notizia e' che e' aperto! Ci cambiamo ed entriamo. Siamo a quota 1620. Nonostante la cucina non sia totalmente a pieno ritmo ci facciamo preparare dei taglieri di salumi e formaggio, un po di pasta al forno e a seguire polenta con cinghiale e spezzatino. Il tutto annaffiato da birre a gogo. Il classico ristoro del sano ciclista! Sazi e riposati ora ci dobbiamo lanciare in discesa. Ci attendono i 10 km di picchiata nei quali perderemo ben 1350 metri di dislivello. La discesa la conosciamo bene e la prendiamo con le molle. Il primo tratto nel bosco su fondo di terra e radici lascia il posto al tratto su sasso smosso per poi finire nel Rock & Roll devastante del tratto finale. Qualche tratto a piedi, qualche Jolly, un paio di voli a testa ma riusciamo comunque per l'ennesima volta ad arrivare a valle tutti interi. Un giro non lunghissimo ma bello tosto, 30 km x 1500 metri di dislivello non e' una passeggiata, considerando poi la discesa tecnica dove non ci si puo' distrarre nemmeno un attimo.  QUI LE FOTO del giro. Come sempre... W NOI!

domenica 20 ottobre 2013

Settimana Gaggia a Le Guazze Bone

Eccomi di ritorno dalla settimana di ferie trascorsa presso Le Guazze Bone. Arrivo domenica sera dopo aver percorso 305 km. Tardo 15 minuti rispetto alla tabella di marcia per il passaggio a livello di Braccagni... non uno ma bensi' due treni... Temperatura spettacolare. Sonia mi aspetta in piazza, Marco sta preparando da mangiare. Scarico il Kangoo e mi sistemo nella camera... Ci siamo. Ceniamo tutti insieme, si chiacchiera, mi aggiornano sulla situazione dell'uliveto e della vita in generale. Poi tutti a nanna... nel silenzio assoluto... massimo relax. Lunedi' decidiamo di fare subito un giro in mtb. Partiamo da casa e seguiamo il sentiero che si immette nella macchia. Dopo un primo tratto a piedi il sentiero diventa ciclabile... e arriviamo a valle. Da qui ci dirigiamo verso Ampio. Traffico inesistente... solo un gruppo di cicloturisti tedeschi. Noi saliamo verso Tirli, seguendo la vecchia strada sterrata. Tratti pedalabili alternati a tratti di porting ci conducono alla nostra meta. Fa caldo... Scendiamo da Tirli passando per l'Oratorio di Sant'Anna  e imbuchiamo una bellissima discesa che ci porta verso Poggio Girato. Molto divertente! Sosta meritata per il panino integrale con marmellata fatta in casa... e meno male... Ci affidiamo al gps per trovare strade secondarie possibilmente sterrate... e troviamo una bella salitella che ci porta fino alla Scala Santa... con un paio di strappi ben oltre il 20%. E da li a Vetulonia il grosso e' fatto. Primo giro.. 30 km e 850 metri di dislivello. Cominciamo bene.  Martedi'... passiamo al consorzio, prendiamo i pali e andiamo all'oliveto per piantarli come sostegno agli ulivi. Ho anche il piacere di guidare il trattore! Spettacolo. Nella terra ancora bagnata dalle piogge della settimana passata bastano pochi colpi con la mazza e i pali si piantano perfettamente. Sistemiamo anche l'impianto di irrigazione e il lavoro per oggi e' finito. Mercoledi'.. ci dedichiamo alle opere murarie. Un tratto di oltre tre metri del muro a secco e' crollato... lo sistemiamo. La fatica per trovare massi portanti nella macchia viene mitigata dalle battute e dalle risate che ci facciamo. In mezzo alle sterpaglie trovo anche una tartaruga di terra. Nel tardo pomeriggio finiamo l'opera... stanchi ma soddisfatti del lavoro fatto! E un'altra giornata e' andata... chiacchiere serali bevendo vino e mangiando... il tempo scorre in fretta. E siamo a giovedi'. Programma di oggi... Giro in mtb, ricongiungimento con Sonia al Puntone e trekking fino a Cala Violina... Questo il programma. Partiamo in mtb scendendo lungo la strada fatta in salita al lunedi'. Entriamo poi nella Serra degli Impiccati... credendo di ricordarci la strada non abbiamo caricato nessuna traccia... ERRORISSIMO! Lungo i sentieri della Serra incontriamo un sacco di Fungaroli e di cacciatori. Giunti in una radura decidiamo di dare un'occhiata... troviamo qualche piccolo porcino... troppo piccolo per mangiarlo... quindi ripartiamo. E ovviamente... sbagliamo strada! Saliamo e saliamo ancora... la giornata e' praticamente estiva... il caldo si fa sentire. Avvertiamo Sonia che siamo in ritardo... e continuiamo a salire. Oltrepassiamo il Sughericcio, la Buca della Neve, il Monte Stella, passiamo poi dal convento di Monte  Muro e da qui scaliamo anche il Poggio Scodella. Un'insieme di mangia e bevi inaspettati. Ci concediamo una breve pausa per mangiare i biscotti ecosolidali al cacao... meno male che abbiamo un po di cibo! Oltrapassiamo il Poggio e davanti a noi si vede il mare... Bellissimo panorama. Ora ci attende la discesa... contrassegnata dai segnavia della Superenduro... discesa dei Due Poggi. Primo tratto rovinato dalle piogge delle settimane passate, poi diventa divertente con tratti tecnici alternati a tratti veloci. Oltrepassiamo la strada Provinciale ed ecco il cartello... Cala Violina 1 km. In breve arriviamo in spiaggi dove troviamo Sonia. Ci mettiamo il costume e ci lanciamo in mare. Incredibile... e' il 17 Ottobre... e stiamo facendo il bagno! Fa talmente caldo... che ne facciamo un'altro prima di ripartire! Gran bella roba! Mentre la Sonia torna verso la macchina a piedi, noi inforchiamo le mtb e andiamo fino al Puntone, dove c'e' parcheggiata la macchina. Una serpe ci attraversa la strada con tutta la calma del mondo. Quella di oggi e' stata una giornata indimenticabile... da incorniciare! Per la cronaca siamo partiti da +400 sul livello del mare e, per arrivare a Cala Violina abbiamo fatto 950 metri di dislivello!  E siamo a venerdi'... oggi torniamo all'oliveto, sistemiamo il contatore, prepariamo l'attacco per la fertiirrigazione e via. Non si puo' fare lo squadro per i nuovi ulivi da piantare perche' la terra e' ancora troppo umida per poterla lavorare. Quindi rientriamo a Vetulonia e decidiamo per andare a funghi in mezzo alla macchia. Oggi pero' non siamo fortunati... ma passiamo comunque un bel pomeriggio immersi nella natura piu' selvaggia... fuori dai sentieri. Troviamo anche i resti di una tomba di cui non sapevamo nulla... poi pero' devo ricorrere alle cartine sul gps per ritrovare la strada di casa... eravamo comunque a 50 metri dal sentiero. Passiamo la serata come sempre a parlare del piu' e del meno, aspettando l'eclissi di luna... ma non ce la facciamo... tutti a letto... con la macchia illuminata a giorno dalla luna piena. Siamo all'ultimo giorno... sabato. Facciamo i turisti. Visita alle Tombe Etrusche. Interessanti. Peccato che il muretto della tomba piu' importante sia crollato quindi la troviamo chiusa. Ci torneremo sicuramtne. Pranziamo insieme anche oggi e poi via... si torna verso casa... non senza un pizzico di emozione nel partire. L'assenza di pensieri e di stress di questa settimana e' stata totale...  Un grazie di cuore a Sonia e Marco per avermi fatto stare veramente bene. Una settimana full immersion in cui ho fatto il contadino, il muratore, l'idraulico, il fungarolo e il turista. Con la promessa di tornare presto... QUI LE FOTO DELLA SETTIMANA. W NOI!

sabato 28 settembre 2013

Monte Comer

Dopo un sabato sera passato alla festa della birra del Campo volo, dopo essere andati a letto alle 1,30, dopo aver bevuto mediamente un litro di birra a testa, dopo esserci consultati a lungo, ecco che stamattina si va sul Garda Bresciano. Destinazione Monte Comer. La sveglia suona alle 6.00... vorrei voltar gallone ma non posso tirare pacco ai miei compagni di avventura. Quindi mi alzo e mi preparo. E alle 7,30 Emiliano e' sotto casa mia. Si parte. Recuperiamo il Davo, La Mirella, Gerry e Enrico. Sosta qualche chilometro prima della partenza per comprare i panini con crudo e formaggio. E giugniamo cosi' a Gargnano. Nebbia sul lago... nuvole in cielo... cosa puo' esserci ancora che non va? Accendo il GPS nuovo di pacca e.... la traccia non c'e'! Ovviamente, avendola condivisa con gli altri all'una e mezza, nessuno l'ha caricata. Fortunatamente abbiamo i cellulari... e grazie ad Android riusciamo a leggere la traccia. Si parte! Dopo un breve tratto sulla gardesana si comincia a salire tagliando a tratti la strada. L'umidita' e' pari a quella della foresta amazzonica! Comunque saliamo. Oltrepassiamo Musaga e continuiamo a salire. Per lo piu' su asfalto. Pian piano maciniamo strada e dislivello. Arrivati a quota 1000, con il Monte Comer davanti a noi, decidiamo il da farsi. Io sono stanco, un po i postumi della nottata sicuramente non da atleta e un po con le gambe imballate dalla corsa a piedi... Mancano ancora almeno 600 metri di dislivello per completare il giro... Ma non mi do per vinto. Decido di proseguire. Avanziamo in leggera discesa per prendere poi un sentiero nel bosco. Si unisce a noi un ragazzo della zona... con bici front... Il primo tratto del sentiero di sicuro non si e' divertito. Vari tratti a spinta sebbene molto corti. Comincia la discesa... l'apologia del crosscountry.... praticamente una forestale con qualche dosso in mezzo al bosco... bell'ambiente ma vista la fatica fatta per salire non e' che ci entusiasmi molto. Lasciamo il nostro compagno di avventura e teniamo la nostra traccia. Dopo una sosta per rifocillarci con il panino decido di proseguire. Mi avvio pian piano e avanzo sulla forestale. La salita non e' mai troppo dura. Vengo ripreso dagli altri e avanziamo tutti insieme. Andando incontro al Comer c'e' qualche tratto a spinta ma veramente poca roba. Oltrepassiamo Malga Premaur e arriviamo cosi' in cima. Visto che il mio cellulare e' quasi scarico Enrico prende il mio posto come capogita, Scendiamo verso il Rifugio degli Alpini che purtroppo chiuso... peccato... Ci lanciamo in discesa...prendiamo il sentiero n°32... in circa 7 km dobbiamo scendere di 1200 metri... fate voi i conti. Dalla cima fino a valle il sentiero e' un rock garden tipico del lago, sasso fermo alternato a tratti di sasso smosso dove l'unico modo per arrivare giu' incolumi e' quello di lasciar correre la mtb. Decisamente una goduria. Sosta obbligata nel punto panoramico che ci regala una vista sulla sponda bresciana del Lago di Garda. Continuiamo e il sentiero a tratti si fa ancora piu' cattivo non concedendo mai un momento di relax! Siamo ora sul numero 31. Quando incrociamo la strada in paese, ci aspetta un tratto veloce in una strada stretta con altissimi muri di sasso... sembra di essere dentro un videogioco... i muri scorrono velocissimi di fianco a noi: Spettacolare. Giugniamo cosi' di nuovo a Gargnano, vasca in centro cercando un bar e, con immenso stupore, troviamo un tendone di una sagra paesana. Casoncei e formaggio fuso sono il nostro meritato premio, accompagnati da ottima birra. I nostri GPS segnano 35 km e 1700 metri di dislivello... Coefficente molto elevato... Oggi ho constatato sulla mia pelle che la testa alle volte conta piu' che le gambe. Quando non ne avevo piu' ho cominciato a pensare che invece ce l'avrei fatta. E cosi' e' stato! Una grande giornata, peccato per il meteo non perfetto ma siamo riusciti comunque a fare il nostro giro. E che giro! Qui le foto!

sabato 21 settembre 2013

Corno alle Scale Trekking

Oggi decido per l'ennesimo Trekking. La giornata sembra promettere bene quindi si parte. Mi sveglio alle 7.30, mi preparo e parto in solitaria. Destinazione Capanna Tassoni. Assenza di vento e sole mi permettono di partire in abbigliamento estivo. Parto e seguo subito il CAI 415, il sentiero che si fa di solito in inverno con le ciaspole. Tengo un buon passo, almeno secondo me, e in breve mi trovo al Budale. Continuo la mia ascesa superando Croce Arcana e i ripetitori. Inizialmente avevo pensato di salire sullo Spigolino ma, le nuvole che girano qui intorno mi invitano a dirigermi dritto per dritto verso Corno alle Scale. Poca gente in giro, si sta benissimo. Nella mia solitudine penso solamente a guardarmi intorno e al percorso da fare. Stacco totalmente la spina... Il Lago Scaffaiolo e' piatto... l'assenza di vento mi permette di fare alcune belle foto... e i colori delle montagne intorno a me sono i tipici autunnali... le rosse mirtillaie vanno in contrasto con l'erba secca gialla e il cielo azzurro. A tratti sembra tutto finto... messo li apposta. Procedo senza fermarmi al rifugio e, seguendo lo 00, arrivo cosi' al Corno alle Scale. Inizialmente una nuvola copre la Croce... Il tempo di fare una breve sosta ed eccola apparire. Foto di rito e si riparte. Sono passate due ore e dieci minuti e ho percorso ben 8 km con quasi 700 metri di dislivello. Arrivo al Rifugio Duca degli Abruzzi e mi fermo per un panino con prosciutto e formaggio e una birra in lattina... 8 eurini... alla faccia. La fame pero' mi fa dimenticare subito tutto... Guardo lo Spigolino... decido di salire in cima! Oltre a me e a un gregge di pecore sale anche un altro escursionista. Lui pero' scende dalla via normale... Io, ascoltando i consigli della Paola, decido di seguire il 411. Primo tratto ostico in discesa... praticamente una scalinata. Il crinale che segue e' pero' uno spettacolo, con vista sulla discesa della mirtillaia e sul Corno. Incontro solo altri due ragazzi che pero' si fermano molto prima della vetta. Lasciato il crinale, il sentiero si immette nel bosco fino a congiungersi con il 445 circa un km prima del Passo della Riva. Da qui a Capanna Tassoni seguo la forestale con un susseguirsi di sali e scendi. Arrivo cosi' alla macchina dopo 5 ore e 10 minuti. Il gps ha registrato 19,75 km e 1050 metri di dislivello. Direi un bel giro, immerso nella natura, senza pensieri. Gran bella giornata. QUI LE FOTO . E visto che ero in solitaria.... W ME!

sabato 14 settembre 2013

Vetta del Cimone

Sabato mattina, visto che non ho avuto tempo di portare la mtb dal meccanico per la sostituzione del forcellino, decido per fare un bel trekking. Essendo da solo decido per un giro non estremo. La Vetta del Cimone... Partenza dal Lago della Ninfa. Ho studiato un percorso a casa... cerchero' di seguirlo. Temperatura perfetta, fresco e sole. La strada militare sale dolcemente immersa nel bosco. Giungo in poco tempo a Fontana Bedini, e da qui prendo il 441. Il sentiero sale subito deciso puntando verso la cima. Le costruzioni del vecchio Rifugio Militare, ora diventato centro studio del CNR, dominano dall'alto. Alcuni operai stanno lavorando su una delle antenne. Passo il Lago dei Bagni (veramente di acqua neanche l'ombra) e salgo sul sentiero sempre piu' ripido. Girandomi verso valle ammiro il panorama e i primi colori d'autunno. Dal corno alle scale, cima tauffi e il libro aperto... un susseguirsi di colori verdi e rossi. Oltre i monti il mare di nuvole... Semplicemente stupendo. Arrivo in cima e mi fermo alla Cappelletta dedicata alla Madonna della Neve. Mi dirigo verso la punta per fotografare la Madonnina che credo sia in Ardesia. Breve sosta per ammirare il panorama e per respirare l'aria pura di montagna (sono comunque a 2100 metri di altitudine) e poi via... si scende. Decido per seguire il 449 piu' dolce del sentiero fatto in salita. Devio verso Pian Cavallaro per fotografare la Stele, passo attraverso il Sasso della Capra e arrivo cosi' alla Cresta di Gallo. Il segnavia Cai indica sentiero EE per escursionisti esperti... la curiosita' e' tanta... decido di scendere da qui. Qualche passaggio dove prestare attenzione ma tutto sommato fattibile... e mi ricongiungo cosi' alla forestale.  In prossimita' dell'arrivo della Seggiovia della Ninfa mi butto nel bosco seguendo la pista da mtb e poi il sentiero nel bosco che arriva all'Adventure Park. Ovviamente per finire in bellezza un bel panino con wurstel accompagnato da una weiss e' la meritata ricompensa. Giro di 10 km e circa 700 metri di dislivello, che si riesce a fare in mezza giornata e che panoramicamente non e' niente male. QUI LE FOTO

sabato 7 settembre 2013

Berceto e l'Alto Appennino Parmense

Oggi decidiamo per andare a fare un giro in esplorazione... Ho attaccato due tracce... Una del Raduno delle Terre Alte di Berceto e l'altra di Balo, bikers di Parma che conosce bene la zona. Partenza da Berceto, Raggiungibile in poco piu' di un'ora da casa. Presenti io, l'instancabile Gerry e Raffaele, per i frequentatori di mtb forum BSTH. Il paese e' molto carino, sicuramente da visitare con piu' tempo. Partiamo verso il nostro giro explo. Appena mettiamo le ruote sullo sterrato Raffaele fora... cominciamo bene! Fortunatamente in pochi minuti cambia la camera d'aria e ripartiamo. La forestale sale seguendo il corso del torrente Baganza e pian piano ci portiamo verso il Monte Tesa. La salita alterna tratti pedalabili a tratti con pendenze importanti... Alcuni tratti preferisco farli a piedi visto che sono tre settimane che non pedalo. Arriviamo al Lago Bozzo, praticamente una grande pozzanghera... ma ha un suo perche'. Si ricomincia a salire con vari tratti a piedi visto le pendenze. Certo che se qui hanno fatto un raduno... si son fatti un bel mazzo! Conquistiamo il Passo del Cirone con foto di rito dalla chiesetta e da qui ci dirigiamo verso il MonteTavola. Decidiamo per fare una sosta all'ombra di alcuni alberi, Un altro strappo ci porta verso il bosco dove comincia la discesa... Partiamo... pochi metri e ... la sensazione e' che mi sia caduta la catena... do una mezza pedalata e mi accorgo che il cambio e' staccato.... Forcellino KO! Identica rottura di un paio di mesi fa a Pavullo... Discesa flow... Tecnica inesistente... Tranciato di netto! La ruota rimane attaccata per pochi centimetri. In pochi minuti decido il da farsi... Sono a circa 15 km dalla macchina... Devo darmi da fare. Smonto il cambio, accorcio la catena e creo un Singlespeed cercando di usare un rapporto che mi consenta di rientrare... e non so cosa mi aspetta. Scendiamo un paio di chilometri nel bosco, Cerco di stare attento che non mi si stacchi di netto la ruota e arriviamo ad un bivio. Lascio i miei due compagni di avventura che puntano verso il Lago Santo e al bivio trovo un signore su un trattore... chiedo se la forestale va verso Bosco in discesa e ho una risposta positiva. Perdo 300 metri di dislivello su forestale e poco sopra Bosco prendo una variante un po piu' tecnica, incurante del fatto che la ruota e' attaccata per pochi centimetri a cio' che resta del forcellino. Arrivo cosi' a Bosco... e vado verso Berceto. Le indicazioni danno strada chiusa per frana... ma sono sicuro che riusciro' a passare. Comincio a salire su asfalto, la strada chiusa e' deserta, passo il paese di Marra, la frana e continuo verso il Passo del Sillara. Con il mio unico rapporto riesco a tenere un passo regolare.  Continuo a chiedermi a che altezza sia il Passo... e quando lo conquisto il cartello indica 1200 MT sul livello del mare. Quindi mi sono sparato 350 metri di dislivello. Scendo cosi' fino a Berceto riuscendo a rientrare con il mio mezzo. Il mio GPS segna 35 km e 1300 metri di dislivello. Attendo gli altri che arriveranno ben 3 ore piu' tardi.... per loro 45 km e 1900 metri di dislivello... Giretto piuttosto duro, soprattutto per i vari tratti a piedi. Sicuramente il giro e' da rifare magari dividendolo in due parti. Non vale la pena andare al Lago Santo. Meglio esplorare la zona sopra Berceto visto che il crinale del Monte Fontanini a detta di Gerry e Raffaele e' molto panoramico. Il tempo di cambiarci e io e Gerry rimaniamo a Berceto e ci spariamo un'ottima pizza. QUI LE FOTO

martedì 3 settembre 2013

Trekking al Ventasso

Bella escursione oggi al Monte Ventasso. Partenza dagli impianti sciistici seguendo la strada bianca che porta fino al Lago Calamone. Bello il panorama, il Lago merita gia' la gita. Si percorre il sentiero 661, mai troppo duro. Usciti dal bosco si sale seguento un sentiero ben segnato fino alla cima. Da qui su si gode un panorama a 360° veramente eccezzionale. Si scende nuovamente dal sentiero percorso all'andata. Volendo si puo' sostare al Rifugio Venusta oppure riposarsi in riva al lago godendo della temperatura mite. Un percorso adatto a tutti senza particolari difficolta' tecniche ma molto appagante dal punto di vista panoramico. in circa due ore e mezza si e' di nuovo al parcheggio. QUI LE FOTO

sabato 17 agosto 2013

Giro dei 4 Rifugi

Come ogni anno, va fatto! Il giro dei 4 Rifugi. La voglia ci e' venuta l'altro ieri facendo trekking, constatando l'ottimo stato dei sentieri, praticamente perfetti. Presenti i pochi rimasti a casa... io, Emiliano, Davo, Gerry e la Barbara insieme all'Enrica che pero' non faranno tutto il giro con noi. Partiamo stavolta dall'arrivo dell'ultima discesa, in modo tale da evitare i 2,5 km di salita a fine giro. Meglio farli subito! Anche oggi meteo perfetto. Cominciamo la prima lunga salita fino al Passo Lama Lite. I soliti merenderos salgono con le macchine tirando su un po di polvere... fortunatamente dalla sbarra in poi le macchine non possono transitare. Nel tratto verso il Rifugio Battisti veniamo raggiunti da Gigi e la sua banda... Loro pero' vanno sul Ravino... e hanno un passo molto piu' veloce del nostro. Due chiacchiere e poi ci abbandonano. Prima tappa al Battisti per un bel pezzo di torta... direi anche buona. Ripartiamo cominciando a pensare al 633 che ci attende... primo tratto tra il Rifugio Bargetana e l'imbocco del bosco in condizioni ottimali... praticamente tutto in sella... e poi via... in discesa nel bosco. Una goduria. Credo che in tutti questi anni il sentiero non sia mai stato cosi' pulito... e il tempo che ci mettiamo a scendere ce lo conferma! Come tutte le cose belle pero' finisce... e siamo alla Presa Alta. Ci aspettano 7 km di salita. Io mi metto al mio passo, gli altri 3 aumentano il ritmo da meta' salita in poi... io amministro. E' una settimana che tiro e nelle gambe ho anche il trekking dell'altro ieri... in piu' la schiena comincia a batter cassa. Arrivo comunque al Rifugio poco dopo gli altri. Ad attenderci li la Barbara e l'Enrica che nel frattempo si sono mangiate polenta con cinghiale. Alla faccia nostra! Pranzo veloce e ripartiamo. Risaliamo al passo e imbocchiamo il 631. Anche qui le condizioni sono ottime. Solo un punto con le radici e' leggermente piu' rovinato del solito ma poca roba. Arriviamo alla sbarra e da qui giu' verso il Rifugio Segherie. E siamo a 3. Facciamo il pieno d'acqua e risaliamo verso il passo forbici. Ora tocca al 691... Rock 'n roll a manetta... gambe, braccia, schiena e mezzo vengono messi sotto stress... soprattutto se lo si fa tutto d'un fiato! Il primo guado siamo costretti a farlo a piedi visto che una frana ha portato via anche il ponte... ma il secondo lo facciamo con l'acqua fino alle caviglie! Siamo al S.Leonardo... ultimo rifugio... Una birretta ci sta.... visto che ora ci rimane solo l'ultimo tratto di discesa... il piu' scassato di tutto il giro... e il colpo di grazia alla schiena! Arriviamo cosi' alle macchine dopo aver percorso 43 km con 1700 metri di dislivello. Facciamo in tempo a cambiarci ed ecco arrivare anche l'Enrica e la Barbara. Brave ragazze. Complimenti anche a voi. QUI LE FOTO!

giovedì 15 agosto 2013

Trekking di Ferragosto

Giornata di Ferragosto sul Cusna. Presenti io, Mirko, Davo, Barbara, Mazzi, Mirella, Marta, Max, Emiliano, Gerry, Enrica e Apollo. Partiamo dalla Presa Alta e dopo pochi tornanti saliamo verso la Costa delle Veline. Il sentiero e' sempre duro ma il bosco e' stupendo. Con un po di fatica raggiungiamo prima il prato e poi la vetta. Ora il sentiero segue in mezzacosta il Cusna, un bel saliscendi con molti tratti pianeggianti, con vista sulle Apuane e sul Prado. Le marmotte si fanno sentire e da qui a poco anche vedere. La mirtillaia e' carica dei suoi frutti... e ci vuol poco a far si che ne mangiamo a gogo. Cominciamo ad intravedere il Rifugio Battisti. Siamo quasi a meta' giro. Vista l'ora ci dirigiamo verso il Bargetana per il pranzo dove troviamo Gerry, l'Enrica e Apollo che sono partiti dalla sbarra di Civago. Siamo affamati... il risotto ai funghi e' eccezzionale, idem i tortelli. Per secondo un bis di polenta con cinghiale e grigliata con verdure. Il tutto annaffiato da vino toscano. Teniamo un posticino per il mascarpone con i mirtilli e per il caffe' e poi via... si riparte! Decidiamo di salire al Lago Bargetana... ovviamente Apollo si lancia in acqua... io gli vado immediatamente dietro. Ogni volta che arrivo qui devo fare il bagno. Gioco con Apollo... il mio sogno un cane del genere... Mi asciugo e partiamo. Saliamo verso il Prado e poi facciamo tutto lo 00 fino al Passo di Romecchio. Ci buttiamo dentro il 633... e ci viene in mente il prossimo giro da fare... i 4 Rifugi. Il 633 e' pulito alla perfezione... scorrevolissimo... immaginiamo gia' quando le nostre gomme faranno presa sul terreno! Arriviamo cosi' nuovamente alle macchine, stanchi ma felici, abbiamo percorso 19,5 km con 1150 metri di dislivello... un bel giro! Vista l'ora ci fermiamo anche a mangiare la pizza a Cerredolo... Vista da fuori la location non da molta sicurezza... ma una volta dentro stiamo benissimo,,, e pizza e birra a 9 euro era da anni che non mi succedeva al ristorante! QUI LE FOTO... e come sempre... W NOI!

mercoledì 14 agosto 2013

MonteMarcello e il Golfo dei Poeti

Visto il meteo incerto in gran parte del nord Italia, oggi decidiamo per andare verso Ovest. Consulto qualche sito e scelgo una location nuova. Bocca di Magra e Montemarcello. Una traccia di 30 km e 1200 metri di dislivello (che poi si rivelera' poco sopra i mille metri), direi che sia sufficente per oggi. Siamo solo io e Gerry, il Mazzi e la Mirella hanno fatto le ore piccole a guardar le stelle e, visto il meteo a casa, sono rimasti a letto. Appena dopo il passo ecco spuntare il sole... ci siamo! Partenza ore 10 da Bocca di Magra. Saliamo per qualche km su asfalto e poi via.. cominciano i sentieri CAI. Salite dure su sasso fermo, il caldo si fa sentire.. ma la gamba gira bene. Solo un paio di tratti brevissimi a spinta... Passiamo dentro il borgo di Montemarcello. E comincia la prima discesa. E qui la sorpresona... Una bella discesa tecnica con radici, sassi, tornantini e tutto cio' che un biker puo' volere! Saliamo a Montemurlo seguendo le indicazioni per l'orto botanico... anche qui alcuni strappi molto duri ci mettono alla prova... ma non desistiamo. Arriviamo in cima e poi via.. si scende nuovamente.  Sotto di noi appare Tellaro. Ci si mettono anche alcuni gradini per movimentare la discesa. Bellissimo. Tellaro e' un bel borghetto sul mare... scendiamo fino giu' facendo una vasca per il paese... e poi ci dirigiamo verso Fiascherino. Un paio di calette spettacolari ci fanno venire la voglia di fare il bagno... ma andiamo avanti. Adesso si sale di nuovo, stavolta molto meglio, saliamo su asfalto e all'ombra! Imbocchiamo un sentiero tecnico in discesa con un paio di passaggi a piedi e in breve arriviamo ad Ameglia. Anche qui giro per il paese e poi si riparte in salita. Manca poco alla macchina... Passiamo davanti al Ristorante Belvedere, con panorama sulle Apuane e sul mare... chiedo se fanno ancora da mangiare.... ordino al volo due piatti di linguine allo scoglio, una Moretti da 66 e un'acqua per Gerry (la prox volta lo lascio a casa!). Si mangia! Ora si comincia a ragionare! Divoriamo in poco tempo il piatto, Gerry si spara anche un sorbetto e poi via... Verso l'ultima fatica. Saliamo nuovamente a Montemarcello e poi giu di nuovo... un sentiero subito largo ma che poi diventa l'ennesimo Rock 'n Roll! stupendo! Arriviamo cosi' a Bocca di Magra, ci mettiamo il costume e saliamo in macchina verso Montemarcello. Seguiamo le indicazioni per PuntaBianca, parcheggiamo e scendiamo a piedi per circa 15 minuti. Arriviamo in una spiaggia di sassi... tempo due minuti e sono in acqua. Temperatura perfetta, mi cimento anche in un paio di tuffi... e poi via... si torna verso casa. Abbiamo pero' sete e quindi ci fermiamo in un bar per due Coca Cola... e un piattino di stuzzichini! Spettacolo! Un bel giro, da rifare sicuramente (magari in maggio quando c'e' piu' fresco). QUI LE FOTO

domenica 11 agosto 2013

Trekking Taburri - Libro Aperto

Di ritorno da 5 giorni sulle Dolomiti ecco che si torna sui monti di casa. Oggi decidiamo per un trekking. Capitanati e guidati dalla Mirella partiamo dai Taburri. Presenti io, Mirella, Mazzi, Davo, Barbara e l'instancabile Giulio, il cane scoiattolo. Tiriamo a sorte il sentiero dal quale salire... e viene estratto il 431. Il sentiero sale nel bosco, con una serie di tornanti ripidi ma mai troppo estremi. Saliamo verso il crinale lasciando il bosco alle nostre spalle. Ci sono moltissimi mirtilli e mentre saliamo non perdiamo l'occasione di assaggiarli. Il sentiero ora segue la montagna, sempre in salita. Cominciano a vedersi in lontananza Cima Tauffi e il Passo della Morte. La temperatura e' gradevole. Riempiamo le borracce di acqua fresca da un ruscello. Vista la totale assenza di bestiame al pascolo non andiamo incontro a nessun rischio. Arriviamo in vetta incrociando lo 00. Ora dobbiamo decidere da che parte andare. Si va verso il Libro Aperto. Una news per me. Seguendo lo 00 e ammirando da una parte le Apuane e dall'altra la pianura seguiamo il crinale. Stando attenti a non fare passi falsi (anche se il sentiero e' sempre abbastanza largo) procediamlungo la nostra via. Arriviamo al cartello che dice 10 minuti alla cima... Il Mazzi dice che il piu' e' fatto... forse e' ubriaco... forse gli arriva poco ossigeno al cervello... fatto sta che appena passata la cima ecco 10 minuti di terrore ;)) Primo tratto... il sentiero arriva su un roccione... io non vedo la catena del tratto attrezzato... sono solo visto che gli altri si sono fermati poco piu' giu'... decido di trovare una via per me sicura... Dopo aver lanciato le bacchette in luogo sicuro piu' in basso comincio a calarmi... rimango appeso stile crocifisso per un paio di minuti... poi comincio a studiare il passaggio... testo la tenuta delle rocce... mi aggrappo stile Manolo... mi giro e riesco in qualche modo a calarmi. Arrivano anche gli altri e riescono in qualche modo a passare. Altro tratto ostico con passaggio culo a terra per passare i gradoni.... e siamo ad un trivio, Nel frattempo Giulio avanza come un Caterpillar! Decidiamo di scendere dal 435 visto che e' piu' lungo e quindi meno pendente. Pochi metri piu' in basso troviamo le marmotte. E' sempre emozionante vederle... una in particolare sembra una modella... riesco ad avvicinarmi e a fare alcune belle foto... poi si nasconse. Seguendo la montagna scendiamo su singletrack e incontriamo altre marmotte. Il cimone e' poco sopra di noi... Entriamo nel bosco scendendo sempre senza faticare troppo. Raggiungiamo una sorgente e anche qui facciamo un rabbocco. Da qui fino ai Taburri il sentiero diventa una forestale. Passiamo per il Rifugio Gran Mogol (da tener presente per un weekend), un paio di guadi e siamo ai Taburri. Ora un bel panino accompagnato da una bella birra non ce lo toglie nessuno. Un bel giro, panorami spettacolari con tutto lo 00 visibile, la pianura e un riflesso chiaro ci ha fatto anche pensare che si vedesse il mare. 10,5 km e 800 metri di dislivello... il nostro appennino non sara' come le Dolomiti ma merita comunque. QUI LE FOTO

sabato 10 agosto 2013

Val Badia e Dolomiti Ampezzane

Settimana stupenda in Val Badia, girovagando tra le montagne. Tre Cime di Lavaredo, Lago Sorapis, Cinque Torri e Viel de Pan. Questi i giri fatti, giornate stupende, cibo ottimo come sempre e location usata come base azzeccatissima. Sicuramente tornero'.. ho ancora tante cime da conquistare... e queste sono le Cime... con la C maiuscola... QUI LE FOTO

domenica 28 luglio 2013

Folgaria XC

Eccoci qui. Dopo tanti giri duri, con bici in spalla, con discese al limite, oggi decidiamo per fare un classico giro Xc. Pedaliamo sui sentieri dell'altipiano di Folgaria. Presenti io, Emiliano, Davo, Mazzi, Mirella, Gerry e l'Enrica. Partenza da Costa di Folgaria. Il giro bene o male da una parte o dall'altra l'ho fatto. Oggi "Caronte" , in pianura dicono regalera' almeno 38°... noi cerchiamo di rifugiarci sopra i 1200 metri di altitudine. Partenza come sempre con calma... alle 10,30 siamo in sella. Cerchiamo una fontana dove riempire i camelback e si parte. Pochi chilometri in asfalto e poi via... si comincia a pedalare su forestali. Raggiungiamo in breve il Rifugio Stella D'Italia da dove si gode un'ottimo panorama e poi via, scendiamo su forestale immersi nel bosco. I ricordi vanno agli anni passati , quando si pedalava con bici ben piu' leggere e con altri allenamenti... e ovviamente si era piu' giovani. Ma tutto sommato andiamo bene. Seconda salita... il cartello della Gibo Simoni Marathon parla chiaro... "Salita Costa D'Agra"... 5 km e 490 metri di dislivello. Fortunatamente la temperatura e' mite e nel bosco siamo riparati dal sole. Dopo la malga un bellissimo sentiero ci porta al Rifugio Valbona. Qui il Mazzi decide di attendere. Ripassiamo da qui tra almeno un paio d'ore... Noi proseguiamo. Dopo una breve e veloce discesa su asfalto ci buttiamo di nuovo fuoristrada percorrendo strade bianche. Siamo nella zona delle Malghe di Campoluzzo. Seguiamo la strada militare che ci porta al Cappel del Vescovo, una roccia nella quale era stata ricavata una postazione militare. E si sale.. ora il cartello dice 8,5 km e 500 metri di dislivello. Vengo colto da una crisi di fame.. mando gli altri aventi tanto so che devono arrivare al Rifugio per riprendere il Mazzi. Cerco di riprendermi pedalando il meno possibile e piano piano vedo la luce... in lontananza appare il Rifugio Rumor... decido di sostare qui per mangiare... peccato che il panino non va giu'... Bevo quindi una coca cola e affronto gli ultimi 120 metri di dislivello per arrivare al passo Valbona. Ecco il Rifugio sotto di me. Raggiungo gli altri e molto saggiamente decido di saltare l'ultimo tratto del giro. Abbandono il gruppo e mi dirigo fino al Passo Coe. Gli altri deviano verso Serrada per fare altri 250 metri di dislivello. Scendo prima su asfalto poi riprendo la traccia seguendo il sentiero nella Torbiera Echen. Gli ultimi mangia e bevi ed eccomi a Costa di Folgaria. Ho tutto il tempo per cambiarmi, rilassarmi e per ritrovare la voglia di mangiare... e perche' no... di bere anche una birra. Sto decisamente meglio... la crisi e' passata... devo mettermi in testa la sera prima dei giri di mangiare carboidrati. Dopo due ore circa arrivano anche gli altri, stanchi ma felici. Un applauso all'Enrica e alla Mirella che mai si sono lamentate e soprattutto sembra non sentano la fatica! Chapeau! Alla fine dalla giornata io ho percorso circa 48 km con 1500 metri di dislivello... il resto della banda 61 con 1750. Sicuramente torneremo... a meno di due ore di macchina si aprono sentieri infiniti. QUI LE FOTO

sabato 20 luglio 2013

Corna Blacca

Oggi andiamo in Valsabbia. Partenza da Forno d'Ono, paese con un nome impossibile da pronunciare. Siamo nelle vicinanze del Lago d'Idro. Presenti al giro in mtb io, Emiliano, Gerry, Davo, Mazzi, Enrico,Kevin e Anatas. Ci sono con noi anche la Mirella, la Sammy, la Fede e la Luana. Loro pero' sono qui per fare trekking e per rilassarsi un po al lago. Ci prepariamo e alle 10,30 circa siamo in sella. Si parte subito in salita su asfalto, con vista sulla Crona Blacca. Giunti al paese di Avenone giriamo a destra seguendo i segnavia tricolore e la strada diventa presto sterrata. In salita si alternano tratti cementati a tratti fuoristrada. Arriviamo cosi' a Pian del Bene e da qui, raggiunta una malga dove uno stupendo cucciolo di pastore australiano ci da il benvenuto, saliamo dritto per dritto su un campo e poi su un sentiero (circa 15 minuti a spinta). Arriviamo cosi' agli impiandi sciistici del Pezzeda. Il Rifugio Blachi sembra aperto ma, visto la nuvola grigia che arriva, decidiamo di proseguire. Continuiamo su un singletrack pedalabile a tratti e io, Kevin ed Emiliano ci fermiamo per fare un veloce rifornimento. Gli altri vanno avanti. Ripartiamo poco dopo e comincia a piovere... dieci minuti di acqua che pero' non ci danno fastidio... una bella rinfrescata.  Il fondo sassoso e ora viscido ci consiglia di procedere a piedi e quando si puo' risaliamo in sella. Costeggiamo la parete del Corno Barzo' ed ecco davanti a noi apparire la Capanna Tito Secchi. Un bivacco in mezzo alla montagna in prossimita' del Passo delle Portole. Saliamo a piedi fino al passo per gustare il panorama a 360°. Stupendo. Comincia la discesa... prima parte su fondo ripido con sassi smossi... si fatica a stare in piedi... e infatti volo per terra! A parte male al polso non subisco altri danni. Si continua su fondo molto mosso tanto da farci procedere a piedi (e si scivola ugualmente). Qualche temerario scende in bike... complimenti. In un passaggio tecnico vola a terra anche Enrico... per lui mano bucata e qualche contusione allo sterno... niente di grave... si procede. Purtroppo questa parte del percorso ha molti tratti a spinta... in salita... La stanchezza e la fame cominciano a farsi sentire. Riesco anche a prendere la scossa su un filo elettrico... Arriviamo ad una selletta in mezzo a dei pinnacoli. Il luogo e' molto selvaggio... e forse fa capire perche' il sentiero e' cosi'. Dal Passo della Croce procediamo prima nel bosco poi su forestale cercando di fare piu tagli possibili. Mancano ormai pochi chilometri alla macchina e la speranza di trovare un rifugio e' lontana... Avevo pero' letto sulla descrizione del giro che c'era... ed eccolo spuntare! Il Rifugio Amici Miei! Ordiniamo subito birre e taglieri di formaggi e salumi. Ci portano anche delle giardiniere fatte in casa... OTTIME! Facciamo anche il bis. Per finire caffe' con Bayliss e amaro alla citronella... per fortuna manca poco alla macchina! Paghiamo (prezzo politico veramente irrisorio) e ci lanciamo a cannone nel bosco. Tratto stupendo. Tagliamo anche per un prato e finiamo la discesa su forestale. Siamo finalmente alle macchine. Giro con panorami eccezionali. Se si vuole fare questo percorso bisogna entrare nella mentalita' che c'e' da spingere a piedi. Raggiungere luoghi cosi' selvaggi e avere la pretesa di pedalare tutto il giro e' impossibile. Conquistare una montagna costa sudore e fatica... Io sono soddisfatto! Fine giornata con pizzata a Casa Arletti... Cosa volete di piu'? W NOI! QUI LE FOTO

sabato 13 luglio 2013

Runeda 2013

Oggi finalmente partecipiamo alla Runeda. Credo sia la settima edizione... non ne sono sicuro. In questi anni ne ho sempre sentito parlare bene... Quindi si va. Il gruppo di esploratori alla ricerca elle 5 Osterie e' composto da me, Kevin, Davo, Enrico, Casarini, la Mirella e il Mazzi (finalmente di nuovo in sella dopo un mese di stop). Alla partenza incontriamo anche Anny e la Sammy che si uniscono al gruppo. Come da copione siamo in ritardo e la nostra partenza da Esploraria avviene alle 10,30 quando tutti ormai sono gia' partiti. Poco male... non c'e' limite di tempo... Alla partenza da Modena il meteo non prometteva niente di buono... un gran temporale stava scaricando acqua a gogo... Ma salendo verso i monti il cielo si apre... e non verra' giu' una goccia d'acqua per tutto il giorno. Torniamo alla nostra avventura. Partiamo cercando di seguire la segnaletica. I cartelli si vedono sempre bene. Basta prestare un po di attenzione e non ci si perde. Decidiamo per l'itinerario avventura... il piu' lungo. I sentieri per me sono inediti, il giro non sara' una passeggiata. Abbiamo da fare almeno 1300 metri di dislivello... tutto mangia e bevi... In piu' il tasso di umidita' e' pari a quello della foresta amazzonica... Comunque procediamo. Lungo il percorso la Sammy viene colpita da un dolore acuto alla schiena... Prova a stringere i denti e a proseguire. Arriviamo al Caseificio Santa Lucia, primo dei 5 ristori. Qualcosa e' rimasto e la ricotta con il miele e' ottima. Si riparte. L'asfalto percorso durante tutto il giro e' veramente irrisorio. Gli organizzatori hanno fatto un gran bel lavoro cercando anche tratti in discesa divertenti. La Sammy decide di arrendersi e devia con Anatas verso la macchina. Noi procediamo e arriviamo al secondo ristoro. La vecchia scuola di Montalto. Qui pizza calda per tutti... Anche molto buona. Ci sta anche un goccio di birra. Cominciamo a raggiungere altri escursionisti. La terza Osteria si trova a Rosola, forse troppo vicina alla seconda... ma un pezzo dell'ottimo gnocco fritto accompagnato da un goccio di prosecco ci sta. In fin dei conti la Runeda va fatta cosi'. Tra campi, strappi, boschi e sentieri arriviamo a Verucchia. Osteria del Santuario. Qui c'e' un bel po' di gente. Borlenghi e tigelle. Tanta roba. Ovviamente solo un piccolo assaggio... altrimenti sarebbe stata dura. Decidiamo per andare alla ricerca della quinta Osteria... alla Canonica di Montalbano. Procediamo io, Davo, Casarini, Enrico e Kevin. Il Mazzi per oggi ha fatto abbastanza. Imbuchiamo un bel sentierino e poi via.. in salita verso il Borgo. All'Osteria della Canonica ci attendono delle ottime pere sciroppate... e delle torte. Raccogliamo l'oggetto misterioso (una pigna) e , seguendo le indicazioni della proprietaria dell'Osteria saliamo a piedi per un breve tratto verso Zocca (Enrico in verita' la pedalera' tutta). Prendiamo il Sentiero delle Mavore, un bellissimo mangia e bevi nel bosco. Alla fine di questo c'e' il secondo oggetto misterioso... Bisogna farsi un tatuaggio con un timbro. Ci timbriamo ovunque e risaliamo in sella. Siamo ormai giunti al termine della nostra avventura. L'ultimo sforzo in salita e arriviamo al Parco. Abbiamo percorso circa 35 km con quasi 1400 metri di dislivello. Un bel giretto. Andiamo a consegnare gli oggetti misteriosi per recuperare il nostro Trofeo... una bella bottiglia di lambrusco. Adesso possiamo reidratarci... un bel bicchiere di birra non ce lo toglie nessuno. Facciamo la doccia, beviamo un bello spritz e rimaniamo al Parco per la grigliata. Ottima! Dopo cena un bellissimo spettacolo in mezzo agli alberi. Una ragazza avvolta nei nastri di tela volteggia sospesa nell'aria. Molto suggestivo. E per finire la giornata... Viene allestita una strada di carboni ardenti... Non ci penso due volte. Se non provo ora non lo faro' mai piu'. La sensazione e' quella di avere degli aghi sotto i piedi... Anche questa e' fatta. Rientriamo a casa e in pianura troviamo nuovamente il temporale lasciato stamattina... Ci e' andata davvero bene. Una bella manifestazione, nuovi sentieri scoperti e come al solito divertimento al top. QUI LE FOTO

sabato 6 luglio 2013

Monte Guglielmo

Oggi scegliamo come location il Lago d'Iseo. Avevo sentito parlare del Monte Guglielmo dal Fasta e anche da Ash. Contatto su MTB Forum "Cascio" dei BdB perche' ho visto i suoi video. Molto gentilmente mi passa due tracce. Decidiamo per fare quella con partenza direttamente dalle sponde del lago. Si parte da Marone, location raggiungibile in meno di due ore. Siamo solo io e Kevin. Pochi ma buoni. La giornata non e' soleggiata al 100%, un po di foschia e qualche nuvola. Forse meglio cosi'. Al parcheggio notiamo che, sotto di noi, stasera ci sara' la "Sardinata" con sardine di lago a gogo... Siamo gia' carichi! Partiamo e alla prima fontana sosta per riempire i Camelback... c'e' anche l'acqua gasata! La strada sale su asfalto, con pendenza sempre regolare e, in breve tempo, ci porta ad ammirare le Piramidi di Zone. Un fenomeno di erosione morenica che ha formato queste specie di torrette con sopra appoggiato un masso come cappello che non si sa come faccia a rimanere li! Scattiamo foto su foto ammirando questo spettacolo della natura. Poco dopo l'abitato di Cislano lasciamo l'asfalto per cominciare a salire su forestale. Il fondo e' sempre buono e le pendenze, anche qui, regolari. Tra una chiacchiera e l'altra, tornante dopo tornante, passando dal bosco ai prati, raggiungiamo il Rifugio Croce di Marone. Siamo a quota 1177. Stiamo salendo in media di 100 metri ogni chilometro... Infatti, facendo i conti, la nostra meta e' dopo 18 km... e il dislivello da percorrere e' circa di 1700 metri. Decidiamo quindi per farci un pezzo di torta alle fragole per fare un po di benzina. La rampa cementata che ci aspetta e' ben piu' del 10% . Si riparte. Vediamo la meta lassu' sopra di noi... c'e' ancora tanto da pedalare ma non ci perdiamo d'animo. Saliamo regolari con il panorama del lago e della forestale che sale a darci una spinta. Location da esplorare... nulla da invidiare al Lago di Garda. A quota 1600 troviamo le marmotte che ci salutano con il loro inconfondibile fischio. Un paio sulla nostra destra e una famiglia numerosa a sinistra. I nostri pensieri vanno ad Enrico la Marmottina e anche qui foto di rito! Un paio di curve ed ecco la malga. Da qui parte una cementata non lunghissima, sono circa 600 metri in cui se ne guadagnano 100 di dislivello. Io faccio qualche tratto a piedi, i piu' duri, Kevin se la pedala tutta fino in cima! Un grande! Alla nostra destra, in cima al monte, la chiesetta con i suoi affreschi. Molto suggestiva Direi comunque che arrivare a quota 1866 su sentieri pedalabili al 100% sia un bel risultato! Entriamo al Rifugio Almici e fortunatamente ci fanno un piatto di pasta al pomodoro. Ci spariamo anche una birra a testa per onorare la fatica fatta... e Kevin beve pure un caffe' che gli viene servito in una tazza enorme. Usciamo, ammiriamo il lago sotto di noi e si parte. Il primo tratto della discesa e' in mezzo a canale con sassi smossi... e la birra non e' di sicuro d'aiuto. Anche Kevin e' un po' impacciato... ma presto si prende il ritmo. La discesa non e' mai troppo tecnica, certo bisogna stare all'occhio in certi punti ma tutto sommato la valuterei facile. Peccato che si perdano svariati metri di dislivello su forestali ma comunque merita lo stesso. Qualche taglio della forestale rende comunque la discesa divertente. Dietro una curva troviamo un local che munge delle capre... e qui ci sarebbe da aprire un capitolo... lui dice che vorrebbe mungere la Ferilli, noi gli diamo corda e ci facciamo quattro risate. Un uomo un mito! Capiamo che la solitudine gioca brutti scherzi. Si continua a ridere mentre scendiamo fino ad arrivare al Sentiero degli Gnomi. Qui, lungo il sentiero , si trovano statue di gnomi e animali intagliate nel legno. Se ne volete sapere di piu' andate QUI. Incontriamo una coppia di anziani che sta salendo ammirando le statue (pare siano ben 42) e, sentendo il racconto del nostro giro vogliono farci una foto. La signora, vedendoci partire sparendo nel bosco, ci dice che soffre di vertigini solo a vederci. Eppure siamo in mezzo a un bosco e non e' nemmeno esposto... mah... Continua la nostra discesa. La traccia si divide per poi tornare nello stesso punto... decidiamo di andare ad esplorare la zona... mancano solo 3,5 km alla macchina... abbiamo tutto il tempo per farlo. Il sentiero pare segnato anche se non e' su nessuna mappa. Facciamo un po di cicloalpinismo, troviamo un punto panoramico spettacolare, ma il sentiero non porta a nulla. Poco male... ci abbiamo provato. Speravamo in un bel singletrack nel bosco. Si torna indietro, imbocchiamo un sentiero CAI. Noto un cartello di una casa di fianco alla discesa con scritto "Attenti al cane"... procediamo in leggero falsopiano... c'e' una sponda sopra di noi... sento abbaiare... Kevin e' davanti a me... e dalla sponda si lancia giu' un Lupo Cecoslovacco che tenta di mordere Kevin... constatiamo che le protezioni servono eccome! Senza sicuramente avrebbe affondato i canini nella carne! Kevin fugge... io rimango bloccato dal cane che sale sulla sponda e mi ringhia in faccia. Scendo dalla mtb e la uso come scudo... Faccio un apio di urla ai padroni inveendo contro di loro... che mi dicono che il cane non fa niente... Gli rispondo che ha fatto abbastanza... la loro fortuna e' che nessuno si e' fatto male... Ripartiamo... ci attende l'ultimo tratto di discesa... un bel Rock & Roll in mezzo al bosco su radici e sassi smossi, una serie di gradini vista lago, e siamo giu'! Arriviamo alla macchina, ci cambiamo e arriva un leggero temporale... ma noi ormai siamo al coperto, sotto il tendone della Sardinata, che mangiamo ovviamente Sardine e beviamo un buon Franciacorta chiacchierando del giro e del piu' e del meno. Una gran giornata insieme ad un compagno di pedalata perfetto. Le risate che ci siamo fatti durante il giro, i commenti guardando i panorami, tutto ok. Viva Nuèter! Per la cronaca in 34 km ci siamo sciroppati 1750 metri di dislivello... QUI LE FOTO

sabato 29 giugno 2013

Cima D'oro

Oggi ci spostismo verso il Lago di Garda. La meta sara' Cima D'oro. Partiamo da Riva del Garda. Le notizie che ho sul giro lo danno come duro... e sara' cosi'! Al parcheggio Gerry (che la sera prima aveva denigrato le mie ruote perche' si rompono spesso i raggi), mentre scarica la bici si accorge di avere un raggio rotto... Il suo giro finisce qui. Va verso Riva in cerca di un negozio... Ma noi dobbiamo partire!  Da riva ci dirigiamo verso Pranzo attraverso un bel sentiero sterrato che in breve ci fa guadagnare quota. Ben visibili Tenno e Canale di Tenno sulla nostra destra. Presenti oggi io, Casarini, Kevin, Mirko, Enrico, Emiliano e il Doctor. Da Pranzo puntiamo verso Campi, paese caratteristico con i suoi affreschi sui muri e da qui comincia la salita... Una vecchia strada forestale, ben sistemata fino a quota 1300, e poi via via con sassi smossi. Qui chi ha della gamba per pedalare (vedi il Doctor e Kevin) non ha problemi... anche se, in 8 km, si guadagnano ben 1000 metri di dislivello. Personalmente credo di aver fatto almeno 300 metri di dislivello a piedi. Le gambe oggi non giravano rispetto sabato scorso. Forse complice la settimana pesante al lavoro, comunque non mi arrendo. La cima va conquistata! E cosi', con molta calma, arriviamo in cima. Non so perche' le mappe e i gps segnano 1809 metri... aulla cima e' posto un cartello che ne segnala 100 in meno. Mah... Comunque, il panorama che si gode da qui, ripaga della fatica fatta. Ben visibili i laghi di Tenno, Garda, Ledro e un piccolo pezzo di quello di Cavedine. Riprendiamo il nostro cammino. Il sentiero ora lo conosco. Un singletrack a strapiombo sulla valle, in legera salita, con qualche tratto da fare a piedi. Fino a Bocca Saval. La stanchezza comincia a farsi sentire... ma non demodriamo. So che ci aspetta la discesa dal 454 che ho gia' fatto e so che ci divertiremo. Sono quasi 1100 metri di dislivello. Enri si accorge di aver perso le protezioni... troppo tardi pero'... Comincia la discesa. Primo tratto su un tratturo in mezzo ai campi, poi diventa sempre piu' tecnica dentro il bosco, con passaggi al limite (ci sono stati vari cappottamenti) e con fondo che varia dal sasso, alla radice, al sottobosco... un vero e proprio collage di tutti i tipi di terreno! Intanto contattiamo Gerry che dice essere allo Speck & Stube di Pieve di Ledro... Puntiamo decisamente li! Sempre piu' affaticati dal giro tra salita e discesa arriviamo finalmente al Green Ice di Pieve di Ledro. Ordiniamo birre e taglieri di speck... ottimi! Abbiamo bisogno di recuperare energie! Rifocillati a dovere si riparte. Una bella ciclabile sul Lago di Ledro ci porta fino alle palafitte. Da qui cerco invano il sentiero fatto l'ultima volta con Enea e non lo trovo... non ci resta che rientrare dalla ciclabile per finire sulla Ponale. Direi un giro dai panorami stupendi, forse troppo duro per le mie condizioni fisiche attuali (2000 metri di dislivello sono alla mia portata ma non in cosi' pochi chilometri). Alla fine sono 50 km per 2000 metri di dislivello che pero' si guadagnano in circa 18 km... 10 in meno che salire al tremalzo! Direi di definirlo un giro DURO. La prossima volta saliro' dal Pernici per poi scendere dal 451... devo solo informarmi sulla ciclabilita' di questo sentiero... ma credo ne valga la pena. QUI LE FOTO

sabato 22 giugno 2013

3x3 sul Cimone.

Oggi si va sul Cimone. Kevin propone di seguire il giro che faranno i ragazzi del Front Raduno... Sicuramente una discesa nuova e Madonna del Ponte finalmente per me secca. Nel mezzo delle due anche la Mirandola. Partiamo io e Casarini e ci dirigiamo verso Fanano, Kevin si fara' trovare la e, mentre saliamo, Gerry chiama che sta arrivando insieme a Mirko. Si parte. Dai Ponti di Fanano saliamo verso Capanna Tassoni. Io e Kevin davanti, gli altri pian piano salgono. Mirko ha una bici da 19 kg... sara' dura per lui oggi... ma e' giovane e come si dice dalle mie parti "al ga' al fisic". La temperatura e' spettacolare, rispetto i 32 gradi della settimana scorsa siamo almeno 8 gradi sotto con un leggero venticello fresco. Di sicuro si soffrira' meno. Decidiamo di salire sulla via principale visto che il taglio da Ospitale lo faremo anche in un secondo tempo. Arriviamo finalmente a Capanna Tassoni, una bella fetta di torta al mirtillo non ce la toglie nessuno. Il giro e' ancora lungo... meglio far benzina. Si riparte. Destinazione Croce Arcana. Sempre piu' fresco, qualche nuvola di passaggio e un bel panorama sulla valle ci accompagnano fino in cima. Deviamo a destra verso il crinale direzione Cima Tauffi. Questo tratto per me e' spettacolare. Un po si pedala e un po si spinge la mtb. Ma quello che abbiamo intorno non ci fa sentire la fatica. Incontriamo anche la Paola che, in solitaria, sta facendo un bel trekking. Saluti di rito, foto e via... cominciamo a scendere dall'AcquaMarcia. Non avevo mai fatto questa discesa e devo dire che la terro' sicuramente in considerazione per altri giri. Primo tratto tecnico poi via nel bosco con tornanti e ripidoni. Sbuchiamo fuori sul 445 e da qui risaliamo verso il Colombino per andare a prendere la Mirandola. Un paio di strappi duri e siamo all'attacco della discesa. Il dislivello accumulato continua a salire. La Mirandola e' sempre bella, si scende abbastanza veloci, sentiero pulito e arriviamo cosi' al Feliceto. Fa sempre impressione vedere questo luogo abbandonato... Pensare che fino a due anni fa qui c'era un bell'agriturismo... tutto lasciato andare... Peccato. Passiamo anche Case Zucchi e incrociamo di nuovo l'asfalto. Si arriva a Capanna Tassoni. Incontriamo tutti gli altri, Anatas, Lucky e un gruppo di ciclisti arrivati dalla romagna e dalla toscana per partecipare al raduno. Ci rifocilliamo con un panino e una coca cola e poi ripartiamo insieme a tutti gli altri. C'e' da risalire fino al Passo Colombino. Calcolando che siamo gia' a quasi 1700 metri di dislivello fatti e che ne mancano circa 250 per arrivare al passo cominciamo a pensare che il giro di oggi e' bello tosto! Il gruppo sale, non so come facciano i ragazzi del raduno a salire con quella velocita' pensando a cio' che hanno mangiato e soprattutto bevuto... complimenti! Ultimo breve tratto a mano prima di arrivare in cima al Passo Colombino. Ora ci restano da fare i 6 km di discesa di Madonna del Ponte. Anche questa con fondo vario, a tratti veloce, a tratti tecnico, tornanti... il tutto perfettamente pulito grazie al grande lavoro fatto dagli organizzatori del raduno. Veniamo raggiunti dai discesisti che, a bordo di questo mtb front con escursioni di circa 140 MM, viaggiano a velocita' paurose! Siamo costretti a fare due gruppi per la quantita' di polvere che si alza al passaggio di questa allegra combriccola! Una foratura fa si che lasciamo il gruppone per scendere verso valle, Ultimo impegnativo tratto di tornantini che porta a quota 625... Discesa che mette alla prova il fisico.. soprattutto dopo il giro fatto oggi. Ma sempre splendida. Un'ultima salitina per arrivare a Fanano e da qui scendiamo ai Ponti! I nostri gps fanno segnare 40 km x 2050 metri di dilivello... Uno spettacolo! Gerry e Mirko volano a casa, Kevin si ferma a bere qualche birra e io e Casarini decidiamo di scendere verso valle... E ci fermiamo a Casona a mangiarci una bella tagliata e un bel mascarpone con torta barozzi direttamente sul fiume. W NOI! Un giro sempre bello, con salite mai troppo dure e discese divertentissime. QUI LE FOTO

giovedì 20 giugno 2013

sabato 15 giugno 2013

Forra del Limaro'

Altro giro in esplorazione di zone nuove. Tour partorito dalla mente malata di Superash... che ormai e' il terrore di tutti i bikers. Galvanizzato dalle uscite settimanali in crescendo mi sono fatto trascinare nella trappola... Un giro da 50 km e 2100 metri di dislivello... Questo doveva essere. Peccato non aver fatto i conti con la maledetta Bolla Africana... che ha fatto innalzare le temperature massime di almeno 10 gradi... portandole cosi' sui 32 gradi circa... E io lo so... LA PAGO! Torniamo indietro. Alla partenza 10 bikers... tra cui la Mirella... unica donna del giorno. Arriviamo a Sarche dopo 2 ore di viaggio, paese che si trova tra Trento e Riva del Garda. Il giro parte subito bene. Una bellissima ciclabile sulla riva del Lago di Toblino. Davvero un luogo stupendo. Pochi chilometri sulla sponda e poi via... il sentiero di San Vili si impenna e sale dentro la gola. Tratti pendenti alternati a tratti piu' ciclabili... Tasso di umidita' da foresta equatoriale... un gruppo di pensionati che festeggia il 70° anno di alcuni di loro che procede senza batter ciglio... e finalmente arriviamo a Ranzo e il sentiero sbuca su ampi prati. Il giro prosegue tra sali e scendi, tratti asfaltati alternati a tratti sterrati, cascate, un singletrack esposto spettacolare, qualche tratto a spinta, un ponte sospeso sul Sarca... il tutto sempre a temperature elevate. Continuiamo sempre con mangia e bevi che pian piano appesantiscono le gambe dirigendoci verso Comano. Nel tratto asfaltato che porta all'attacco della salita del Monte Casale sento le gambe che cominciano a cedere... Faccio due conti... so che se proseguo dovro' fare almeno 1000 metri di dislivello... e considerando che siamo gia' a 1100 fatti non me la sento. Provo a salire per un po ma faccio retrofront.... Abbandono i compagni di viaggio che proseguono verso la conquista della vetta e mi dirigo verso il Passo della Morte. In preda alla stanchezza, guardando insistentemente il gps che mi segnala che devo salire di circa 300 metri, attorniato dalle api che mi ronzano attorno, comincio a pensare ad un attacco di un'orso... forse sperando che accada perche' metta fine alla mia agonia! Incontro anche una signora che mi chiede se ho visto il suo compagno... e mi chiede se sono Italiano... forse l'ho sognata... forse era un miraggio... ma io comunque il suo compagno non l'ho visto! Arrivo finalmente al passo...  La vista sulla valle e sul Lago di Toblino appaga la fatica fatta. ora e' tutta discesa. Prima su larga forestale di ghiaia, poi con fondo di terra, poi su radici e via via si stringe. Ad un certo punto sono addirittura costretto a fare una miniscalata in discesa... poi di nuovo rocce... fatico a scendere anche a piedi. Finalmente sono a valle... l'ultimo tratto decido di farmelo su asfalto... Mi fermo in un bar avvisando gli altri di non fare quella discesa perche' non ne vale la pena. Mangio un panino, bevo una birra, mangio un gelato e riesco anche ad addormentarmi sulla sedia del bar come un'anziano... Ma sono all'ombra... sto bene e mi rilasso. Dopo circa 3 ore arrivano gli altri... Distrutti dalla fatica e dal caldo... a sentire il loro racconto sono ben felice di non essere salito in cima. Anche se l'appuntamento e' solo rimandato... In cima ci arrivero'... prima dell'inverno! QUI LE FOTO. Il mio giro si e' fermato a 33 km e 1400 metri di dislivello... I miei compagni di viaggio ben 50 e 2100! Chapeau!

mercoledì 12 giugno 2013

Allenamento serale sui colli

E' da due anni che lavoro a S.Ilario d'Enza... e stasera decido di andare ad esplorare i colli in mtb. Il giro in effetti l'ho fatto anni fa, durante un cicloraduno, ma non e' che mi ricordo molto. Carico la mia GT al mattino e alle ore 18,20 si comincia a pedalare. Partenza da Quattro Castella, distante circa 15 minuti dal lavoro. Parto e mi dirigo subito dentro l'Oasi di Bianello. Un cartello avverte che i sentieri sono chiusi per manutenzione a causa delle frane che si sono verificate ultimamente... ma io procedo. Ed effettivamente faro' solo 5 metri a piedi. Per il resto nessun tipo di problema. L'ufficio tecnico comunale ed i suoi operai stanno facendo un ottimo lavoro. La prima parte del giro percorre la miriade di sentieri che ci sono sui 4 colli... uno spettacolo. Immerso nel bosco non sento la fatica. Scatto qualche foto e procedo. Disturbo anche una coppia di scoiattoli che al mio arrivo fuggono in cima ad un'albero. Bellissimi. Proseguo nel mio giro tra sterrate e campi... perdo circa 15 minuti per trovare il sentiero che un contadino avido di terreno ha letteralmente fatto sparire, incurante degli alberi con i segni CAI, abbattendoli anche.... Fortunatamente ho il gps ed in qualche modo ci salto fuori. Supero S.Polo d'Enza e arrivo a Ciano. Sosta alla fontana per riempire il Camelback, un saluto al Checco incrociato in bici da corsa, e via... verso il Castello di Rossena. La salita su asfalto e' pedalabilissima... incontro un sacco di ciclisti che ovviamente stanno rientrando. Cerco di tenere un ritmo regolare ed in breve tempo ecco apparire il Castello di Rossena e, dietro di lui, quel che resta del Castello di Canossa. Passaggio obbligato dentro il Borgo e poi giu' per la discesa sterrata. Non un granche' ma va benissimo... meglio che il bitume! Torno a San Polo e ora tutto asfalto fino alla macchina. Un bel giro allenante, 29 km e 650 metri di dislivello, 2 ore di mtb. Ho gia' pronta la variante che mi fara' scendere verso il Modolena per un rientro decisamente offroad... e un aumento di circa 150 metri di dislivello in salita. Stay Tuned! QUI LE FOTO

giovedì 6 giugno 2013

2X2 in Toscana... Cannicciaie e Carbonaia

Approfittando della settimana di ferie e del meteo clemente, oggi si va in Toscana. Esattamente si parte da Montemurlo, frazione di Prato. Con me il mitico Superash, mente e sherpa della giornata. Il giro di oggi prevede almeno 1500 metri di dislivello... calcolando che ho le gambe ancora imballate dal giro di Sestri mi sa che dovro' stringere i denti. Si parte presto, alle 9,15 siamo in sella. La prima salita, di circa 20 km, ci fa arrivare a quota 100 metri. Si sale sempre su sterrata, mai troppo dura e in un ambiente spettacolare. Si passa dalla carraia, al tratto piu' tecnico, al singletrack infinito, alla pineta... un susseguirsi di ambientazioni diverse tra loro. Il terreno tiene anche se ci sono svariate pozzanghere... deve aver piovuto un bel po nei giorni passati.Nei pressi di un'agriturismo veniamo avvicinati da due Border Collie... sembrano avere intenzioni belliche... Fabio si ripara con la mtb... Io li faccio avvicinare, mi faccio annusare e faccio amicizia... mi saltano addosso, si fanno accarezzare... mi giro un secondo... e uno dei due, il piu' scalmanato, mi da una boccata nel garetto! Sicuramente vuole giocare... ma meglio non con la mia gamba! Arriviamo finalmente in vetta... La prima discesa... Le Cannicciaie. Un susseguirsi di salti (ne faro uno solo e tra le altre cose veramente basso), tratti tecnici, radici, rocce, il tutto reso ancora piu' hard dal terreno umido. Qualche passaggio a piedi e perdiamo gli 800 metri di dislivello negativo in meno di 6 km... Una goduria. Arriviamo a Tobbiana dove era prevista la mangiata presso la Pizzeria Le Fonti... purtoppo chiusa. La padrona ha di fronte un minimarket... ci accontentiamo di un panino al prosciutto e di una coca cola... per la modica cifra di 4 euro! Tocca alla seconda salita... su asfalto. Via Cascina... una strada asfaltata con pendenze vicino al 20%... fortuna che siamo stati leggeri a pranzo! Fa caldo e salgo su a ritmo lento ma regolare. Dopo circa 8 km prendiamo la strada sterrata... una splendida forestale immersa nei boschi, che pian piano diventa un singletrack sempre piu' divertente, in leggera salita ma mai troppo duro..che ci fa guadagnare altro dislivello. Ci ricongiungiamo con la forestale. Dobbiamo prendere una decisione. Si sale sul crinale dritto per dritto! 15 minuti a piedi e siamo in cima! Comincia a scendere una leggera pioggia... si sta divinamente e il terreno tiene bene. Comincia la seconda discesa... La Carbonaia... 10 km infiniti... Di tornanti, pezzi tecnici, rocce, radici, singletrack, tratti piu' larghi, poi di nuovo sassi, rocce,salti... fino ad arrivare a Montemurlo. Un giro sicuramente da rifare, magnifico, uno dei piu' belli fatti ultimamente, che alla fine fara' segnare 50 km e oltre 1800 metri di dislivello! Un grazie al prezioso Fabio che ha saputo interpretare al meglio le cartine scovando sentieri poco battuti e nello stesso tempo unici nel loro genere. Un grazie anche per avermi aspettato... ha una gamba impressionante e fisicamente e' informissima. QUI LE FOTO del giro. Le poche che ho fatto. Come sempre... W NOI!

martedì 4 giugno 2013

Sestri infrasettimanale. Sempre il Top!

Reunion con amici della vecchia guardia oggi in quel di Sestri. Dopo esserci accordati nel giro di pochi giorni eccoci qui, al solito parcheggio di Sestri Levante. Presenti io, Enea, Gumu, Donato e l'immancabile Casarini che, sfruttando il Patrono di Correggio, si unisce alla combriccola nella tarda serata di lunedi'. Il sole non manca, la voglia di pedalare neanche, quindi si parte. Lungo la strada statale che va verso Lavagna c'e' piu' traffico del solito e l'odore dello smog e' molto intenso. Cerchiamo di giungere al piu' presto sulla strada secondaria, dove comincia la salita. In 10 km si sale di oltre 700 metri di dislivello... ci vuole della calma. A meta' salita Donato mi chiede quando prendiamo il treno... Capisco che non ha capito che giro stiamo per fare! Cominciamo bene! Alcuni tratti di questa salita sono micidiali... Arriviamo in cima. Ci concediamo una breve sosta per rifocillarci gustandoci il panorama. Si riparte e finalmente la prima discesa. Il fondo e' perfetto. Si scende senza sosta cercando di non rompere il ritmo. Dopo la prima parte nel bosco c'e' un bel tratto rock... I ragazzi si divertono... Non hanno mai girato qui a Sestri... e non sanno ancora cosa li aspettera' tra un po! Sbuchiamo sull'asfalto nei pressi di Villa Azaro e da qui risaliamo verso Villa Loto. Imbocchiamo la strada forestale che ci porta in cima alla partenza della seconda discesa. S.Anna. Anche qui il terreno tiene alla grande. Il panorama che si gode scendendo da qui e' uno dei piu' belli che io abbia mai visto. L'azzurro del mare in contrasto con il colore del terreno e della verde vegetazione e' qualcosa che solo chi e' stato qui puo' immaginare. Scendiamo anche qui cercando di non rompere il ritmo, fermandoci solo per fare una foto a Donato che da tanto tempo voleva fare questa discesa. Casarini, imprendibile, apre le danze. Enea si difende alla grande e tiene il ritmo. A seguire Donato e Gumu con la sua inseparabile telecamera. Decidiamo di fargli fare anche la variante hard visto che ci hanno preso gusto. Non so perche' ma, a guardarli in faccia, direi che si siano divertiti. Donato pensa gia' alla spiaggia... ma vogliamo tornare nuovamente in cima. Sosta volante al bar per panino e coca cola, la benzina per fare i prossimi 500 metri di dislivello. Mentre gli altri si fermano ad alleggerire gli zaini io mi avvio sulla salita. Il caldo si fa sentire, meglio prenderla con molta calma. A San Bernardo mi fermo alla fontanella e ci metto sotto la testa. Raffreddo il motore! Proseguo e, all'attacco della sterrata, vengo ripreso dagli altri. Procedo a velocita' lumaca cercando di non farmi venire i crampi visto che l'ultima volta mi hanno rovinato la discesa. Saggia decisione. Arrivo su, stanco ma integro. Sono quasi 1600 metri di dislivello quelli fatti... Visto le salite e le discese sicuramente non una "passeggiata". Tocca ora all'ultima discesa, Mimose. Prima parte, nuova, piena di curve nella macchia. Poi si va ad agganciare alla vecchia discesa, stesso terreno di S.Anna,pero' tutta da guidare. Tornantini e rocce da copiare. Casarini sparisce preso dall'euforia della discesa. Andiamo giu' tutto d'un fiato, le gambe ormai si fanno sentire... ma la goduria fa passare tutti i dolori! Arriviamo cosi' giu' a Sestri. La tappa al mare nella Baia del Silenzio e' obbligatoria. La voglia di fare il bagno e' tanta... e ci tuffiamo nell'acqua freschina... ma piacevole. Il nostro corpo e' accaldato e la sensazione di benessere e' unica. Scorgiamo un barettino... ci avviciniamo e leggo "aperitivo ittico" Un incrocio veloce di sguardi con gli altri e ci troviamo seduti sotto un'ombrellone a mangiare ottime specialita' di mare e bere una bella birra ghiacciata. Gumu, preso dall'entusiasmo, Arriva perfino a dire " queste sono le cose per cui vale la pena vivere". Secondo me si e' divertito... e non poco! ;) Tra risate, battute e taggate su facebook, arriva il momento di rientrare alle macchine. E si torna a casa. Un'altra grande giornata di puro divertimento, vecchi amici ritrovati e speriamo di non rivederci tra un anno... QUI LE FOTO della giornata... sono poche ma solo perche' da tanto ci divertivamo in discesa, ce la siamo godute tutte senza soste. W NOI!

sabato 1 giugno 2013

Levanto Spezia tra forestali e singletrack

Era da tre settimane che avevo promesso ad Emiliano che avremmo fatto questo giro. E finalmente ci siamo. Oggi siamo io, Gerry, Roberto e ovviamente Emiliano. Le previsioni danno meteo buono. Si va. Per me e' la quarta volta che percorro questo sentiero... la prima volta fatto in senso contrario e la terza in questo senso (per me la migliore e la piu' pedalabile). Arriviamo a La Spezia alle 9,20. Ci cambiamo e voliamo in stazione. Prendiamo il treno delle 9,51 e non ci fanno nemmeno pagare il supplemento per le bike. Alle 10,30 siamo pronti a partire. La prima salita e' su asfalto, su strade secondarie. Evitiamo oltretutto il muro cementato in salita seguendo sempre la strada. Monterosso sotto di noi e' sempre spettacolare. Prendiamo il sentiero offroad. Qualche pino caduto rallenta un po la nostra avanzata ma fortunatamente poca roba. Proseguiamo lasciando sotto di noi Vernazza, Corniglia, Manarola alternando tratti di sentiero su forestali (uno anche bello massacrato dai cinghiali) a tratti su interminabili singletrack. In uno di questi ultimi Gerry decide di prendere il volo fortunatamente senza conseguenze. Durante tutto il percorso ci sono 3 punti da fare a piedi. in tutto saranno forse 15/20 minuti non di piu'. Le discese in questo percorso sono divertentissime, a tratti veloci e a tratti tecnici. Dopo aver passato Riomaggiore arriviamo al Telegrafo alle 15,35... la cucina e' chiusa... ma il proprietario ci prepara comunque due piatti delle ottime acciughe... che accompagnate da una birretta fresca sono il top! Si riparte. Nuovamente su sterrato divertentissimo arriviamo a Campiglia scendendo dalla scalinata. Ricordo anni fa di averla fatta tutta in sella... ora ci sono un paio di punti che sono stati erosi un po troppo dalle intemperie... Quindi appoggio il piede a terra e via... giu' fino in fondo! Saliamo alle Cave della Castellana. Da qui il panorama su Le Grazie e' il top. Peccato si sia leggermente annuvolato... ma va fin troppo bene. La temperatura e' gradevolissima. Cominciamo a scendere... su forestale. Comincia ad intravedersi Porto Venere. Ricordo di un sentiero freeride in discesa... gli altri pensano di aver finito le fatiche del giorno... ed invece... ecco il sentiero. Un ennesimo singletrack stretto, con drop e passaggi tecnici, molto Rock 'n Roll! L'umore sale ancora a mille.... fino ad arrivare giu' sulla statale. Ora ci restano gli ultimi 4 km per rientrare... e a un chilometro dal parcheggio ci fermiamo per bere la meritata birretta di fine giro. Un bel percorso da 52 km con 1500 metri di dislivello. QUI LE FOTO. Come sempre... W NOI!